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Lucio Battisti, l'asta è un caso: il duro sfogo della vedova

L'asta degli oggetti appartenuti a Lucio Battisti è un caso: l'attacco della vedova del cantante per la vendita di lettere private dell'artista

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Lucio Battisti

Sono stati messi in vendita all’asta alcuni oggetti appartenuti a Lucio Battisti, tra cui lettere e dipinti realizzati dal cantante scomparso nel 1998: le prime, in particolare, hanno provocato la reazione della vedova dell’artista, in quanto si trattava di missive private tra l’artista e la madre.

Come è andata l’asta degli oggetti appartenuti a Lucio Battisti

L’asta dedicata ai memorabilia di Lucio Battisti è andata a scena a Roma nella giornata di venerdì 26 giugno 2026: sono stati battuti oggetti appartenuti al cantante come le lettere inviate alla madre nel periodo dei suoi primi impegni musicali in giro per l’Italia e l’Europa e anche diversi dipinti.

Non tutti conoscevano il lato di pittore di Battisti: il dipinto su tela intitolato ‘La canzone della terra’, realizzato nel 1971, è stato venduto poco più di 24.130 euro. L’opera raffigura una sorta di cartina geografica vista dall’alto ed era stata esposta nel 2011 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel corso di una mostra dedicata al cantante.

I collezionisti si sono portati a casa anche altri oli della serie, come ‘La macchina del tempo’ del 1974 che raffigura cassette della frutta riassemblate attorno al meccanismo di un vecchio orologio, ‘Respirando’ del 1976, ‘Sognando e risognando’ del 1971 e ‘Prigioniero del mondo’ del 1968.

Nel corso dell’asta sono stati venduti anche altri oggetti come il manoscritto originale di ‘Canzone’ di Lucio Dalla, cimeli sportivi come la torcia delle Olimpiadi Invernali di Cortina del 1956, alcuni trofei della Mille Miglia e un set da tavola in argento appartenuto al maestro Giuseppe Verdi.

Lo sfogo della vedova di Lucio Battisti sull’asta

Tra gli oggetti messi all’asta, come detto, c’erano anche delle lettere private di Lucio Battisti, alcune inviate alla madre: missive di natura privata che hanno provocato la reazione della vedova del cantante, Grazia Letizia Veronese, la quale ha scritto una lettera aperta per esternare tutto il suo disappunto.

La lettera della Veronese è stata diffusa dalla sua avvocata Donata De Nittis e riportata da ‘Repubblica’. Nella missiva si legge: “Lettera aperta al genio che ha fatto mettere all’asta l’affetto e l’amore di un figlio per sua madre. Si tratta di un gesto incommentabile, vendere lettere private, che riportano aspetti così intimi di un giovane uomo, altro non è che la dimostrazione di un’assoluta mancanza di rispetto e di sensibilità”.

Grazia Letizia Veronese si è rivolta “al soggetto che nei giorni scorsi ha ceduto alla Casa d’Aste Finarte di Roma, affinché vengano aggiudicate al miglior offerente, alcune lettere scritte da Lucio Battisti alla madre negli anni Sessanta”.

L’avvocata della donna, come riportato da ‘Repubblica’, ha spiegato che “la notizia è stata appresa dalla signora dagli organi di informazione che hanno dato grande rilievo al fatto”. Tra le lettere messe all’asta, c’era un nucleo di corrispondenza privata tra Lucio Battisti e la madre, inerente ai numerosi spostamenti del cantante a metà degli anni Sessanta, quando si esibì in Italia e all’estero.

Il lotto di missive, stando a quanto riferito da ‘Ansa’, è stato venduto all’asta per una cifra vicina ai 35.000 euro: le lettere erano accompagnate da appunti, testi di canzoni e disegni di Lucio Battisti, insieme ai racconti dei viaggi intrapresi durante i primi anni di quella che sarebbe poi diventata una scintillante carriera musicale.