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Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028: l'annuncio

Ancona eletta Capitale italiana della Cultura del 2028: l'annuncio è arrivato direttamente da parte del Ministro della Cultura Alessandro Giuli

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028: ad annunciarlo è stato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, spiegando come la scelta  sia arrivata grazie all’unanimità della commissione.

Il dossier intitolato ‘Ancona. Questo adesso’ ha sbaragliato la concorrenza delle altre città finaliste; ad Ancona andrà il contributo di un milione di euro per la realizzazione del programma culturale presentato in sede di candidatura.

Ancona Capitale italiana della Cultura 2028

La proclamazione della nuova Capitale italiana della Cultura è avvenuta a Roma, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura. In rappresentanza di Ancona c’erano il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore alla Cultura Marta Paravanti e la dirigente Viviana Caravaggi Vivian.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, nell’annunciare l’elezione di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, ha spiegato i motivi che hanno portato alla scelta del Capoluogo delle Marche, a cominciare dal dossier di candidatura che “soddisfa pienamente gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di progettazione culturale innovativa sostenibile e condivisa. Il giudizio è eccellente”.

Lo stesso Giuli, parlando del dossier, ha spiegato: “Propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione – si legge su ‘Askanews’ – il programma di eventi e interventi è solido e interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l’intero arco dell’anno”.

Il Ministro, durante il suo intervento, a proposito del programma di Ancona ha dichiarato: “La strategia di investimento appare solida e coerente con gli obiettivi con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico, apprezzata inoltre l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio che garantisce una rete strutturata partecipativa e orientata alla crescita”.

Leggendo il giudizio della commissione, Giuli ha poi continuato così: “Rilevante è l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non soltanto come fruitori, ma come protagonisti dei processi creativi e culturali”.

Il programma del dossier

Ancona ha sbaragliato la concorrenza delle altre città finaliste: Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Hernica Saxa (Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli), Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.

Come detto ad Ancona spetta un contributo del valore di un milione di euro che servirà per la realizzazione del programma culturale contenuto all’interno del dossier di candidatura. Il titolo ‘Ancona. Questo adesso’ è ispirato alle parole del poeta locale Francesco Scarabicchi: il dossier è composto da un programma di 60 pagine, diviso in quattro diverse macroaree, ognuna contrassegnata da un avatar in funzione di nume tutelare.

Tra gli obiettivi del programma presentato da parte del Capoluogo delle Marche, ci sono la creazione di un laboratorio di un nuovo rapporto tra le infrastrutture e la società e uno spazio culturale, artistico e sociale a partire dalla Mole Vanvitelliana e un percorso nel centro storico per il recupero monumentale di tutti gli spazi culturali.