Allarme vino in Sicilia: cosa sta succedendo
Scatta l'allarme vino in Sicilia: è stata chiesta la distillazione di crisi per fronteggiare i problemi che attanagliano il settore vitivinicolo

Sicilia, allarme vino: i produttori hanno chiesto misure d’emergenza alle istituzioni per poter affrontare la crisi, causata anche dalla presenza della cicalina che impatta negativamente sui vigneti.
Scatta l’allarme vino in Sicilia
Come riportato da ‘Ansa’, l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, è stato protagonista di un incontro presso il Palazzo della Regione a Catania con gli esponenti del mondo delle cooperative vitivinicole siciliane: all’ordine del giorno c’era la necessità di fare il punto della situazione sulle misure di contenimento della crisi e sulla programmazione per lo sviluppo e per il rilancio del settore.
Durante l’incontro è emerso il bisogno di intervenire a livello emergenziale con una distillazione di crisi: soluzione necessaria perché, prima della vendemmia del 2025, era stata registrata una scarsa maturazione dell’uva e una bassa qualità del prodotto, per via degli effetti negativi della cicalina, insetto molto dannoso per le piante, e anche per la presenza di varie fisiopatie.
I vitigni che più di tutti hanno sofferto sono quelli a bacca rossa: nel giro di una settimana le associazioni di categoria si preparano a presentare, presso l’assessorato, un articolato pacchetto di proposte che servirà a limitare i danni. Nel frattempo l’assessore Luca Sammartino si è impegnato a portare il tema di fronte all’Assemblea regionale siciliana e anche a recuperare le risorse necessarie per poter finanziare il processo di distillazione.
Il settore vitivinicolo è da tempo in difficoltà in Sicilia: nel mese di marzo del 2026 la Regione aveva incontrato le principali sigle sindacali dei viticoltori, dando la propria disponibilità all’attivazione della misura di distillazione di crisi a valere sui fondi dell’Ocm vino non usati per altre misure. Anche in quell’occasione le associazioni di categoria aveva chiesto un provvedimento d’urgenza, trovando la disponibilità nelle istituzioni.
Cos’è la distillazione di crisi
Per risollevare il comparto vitivinicolo in Sicilia, lo strumento richiesto è quello della distillazione di crisi: si tratta di una pratica che prevede la separazione dell’alcol puro dal vino, sfruttando il diverso punto di ebollizione delle sostanze che lo compongono. Il vino destinato alla distillazione verrà ritirato dal mercato e l’alcol ottenuto dovrà essere usato solo per scopi non alimentari, come il mercato dei disinfettanti.
Il ricorso dalla distillazione di crisi riguarda solitamente qualità di vino più basse e ha due obiettivi principali: liberare i magazzini dei produttori non attrezzati a tenere le scorte e ritirare litri di vino in eccesso dal mercato. In questo modo l’offerta di vino viene resa più compatibile con la domanda, riducendo la concorrenza e consentendo ai prezzi di tornare a livelli in grado di garantire margini di guadagno più congrui ai produttori.
La misura della distillazione di crisi è spesso al centro delle richieste di intervento da parte di cooperative e associazioni di categoria per fronteggiare i problemi legati al calo di consumi, alla produzione o alle criticità nello stoccaggio.
A contribuire ai recenti problemi in Sicilia è la presenza della cicalina, specie che si nutre delle cellule fogliari e attacca i vigneti. La cicalina funge da vettore per un batterio che infetta il sistema linfatico della vita: l’infezione ostruisce i canali floematici, la pianta perde vigore e gli acini avvizziscono; i grappoli colpiti, inoltre, hanno difficoltà a maturare bene.
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