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Allarme Parmigiano e Grana, si muove la Farnesina: cosa succede

Allarme Parmigiano e Grana: le dogane portuali degli USA avrebbero applicato un dazio più alto per i due prodotti italiani. Intervento della Farnesina

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Allarme Parmigiano Reggiano e Grana Padano: le dogane portuali degli Stati Uniti d’America a New York e nel New Jersey avrebbero applicato un dazio più alto per i due prodotti italiani.

Allarme Parmigiano Reggiano e Grana Padano, interviene la Farnesina

Della questione relativa ai dazi di Parmigiano e Grana si è occupato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha chiesto l’intervento della Task Force Dazi della Farnesina che si è attivata subito per tutelare le produzioni del nostro Paese.

Come riferito da ‘Ansa’, gli addetti del settore hanno spiegato che quanto successo negli USA si tratterebbe di un’interpretazione errata dell’intesa riguardante i dazi sui prodotti esportati. A partire dagli anni Sessanta le due Dop pagavano un dazio del 15%, ma dall’aprile del 2025 è stato aggiunto un ulteriore 10%, portando così il totale al 25%.

Il 7 agosto del 2025, però, grazia all’accordo siglato tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea, finalizzato a uniformare le tariffe a un nuovo livello, i dazi americani sul Parmigiano Reggiano e sul Grana Padano sono passati dal 25% al 15%.

Il problema che si è verificato di recente dovrebbe essere stato causato dal complesso meccanismo che regola l’importazione negli USA di formaggi a pasta dura prodotti con latte vaccino: gli accordi prevedono che un certo quantitativo di formaggio europeo possa entrare nel mercato americano con un dazio del 15%, ma superata una data quantità, sulla parte eccedente si applica un dazio fisso di 2,2 euro mal chilo.

Chiedendo la “corretta applicazione dell’intesa”, Tajani ha chiamato in causa la Farnesina che ha effettuato passi specifici sull’ambasciata americana a Roma e sulla direzione generale Commercio della Commissione Europea, dando analoghe istruzioni anche all’Ambasciata italiana a Washington.

Le reazioni dei consorzi

La situazione legata di doppi dazi ha portato alle reazioni dei consorzi di tutela delle due Dop. Il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, come riferito da ‘Ansa’, ha spiegato che “è stato erroneamente applicato un dazio aggiuntivo del 15%, raddoppiando in sostanza il dazio senza rispettare l’accordo di un 15% all-inclusive”, per poi ringraziare il Ministro degli Esteri Antonio Tajani per essere intervenuto e aver fatto “chiarezza”.

A ringraziare Tajani è stato anche il Consorzio Tutela Grana Padano attraverso le parole del suo direttore generale Stefano Berni: “Il Ministro si è subito attivato non appena gli abbiamo segnalato che le dogane portuali di New York e del New Jersey stanno interpretando in maniera eccessivamente penalizzante per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano gli accordi sui nuovi dazi. In particolare per il formaggio importato fuori dalle licenze pretendono sia lo storico costo fisso di ingresso (circa 2,2 dollari/kg) e sia un’aggiunta del 15% portando in questo caso il costo complessivo a 5 dollari/kg, pari a quasi un 30% del valore del prodotto arrivato in porto”.

Berni ha inoltre aggiunto: “Secondo i documenti da noi visionati in questo caso deve essere applicata una sola delle due tariffe, cioè quella meno vantaggiosa per l’importatore ma, ripeto, una sola e non entrambe assommate. Confidiamo nella diplomazia italiana ed europea affinché venga rapidamente chiarito questo grande equivoco che ci metterebbe in forte difficoltà perché fuori dalle licenze di importazione c’è oltre il 35% del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano esportato in Usa per circa 200.000 forme da 39/40 chili ciascuna”.