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Allarme alici di menaica: cosa sta succedendo

Stanno scomparendo le alici di menaica: le normative europee mettono a repentaglio l'antica tecnica della pesca tradizionale tipica del Cilento

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Alici di menaica

Le alici di menaica stanno scomparendo: in Italia la tradizione di pescare le alici con la menaica, l’antica rete a maglie fisse utilizzata in modo particolare nel Cilento, è diventata ormai una rarità.

Le alici di menaica stanno scomparendo

Le licenze per la pesca con la menaica non esistono più: i vincoli della legislazione europea hanno equiparato l’antica rete ad altre reti come ferrettare, spadare e palamitare, già da tempo soggette al divieto comunitario. Nello specifico, la menaica è stata inserita nella categoria ferrettare che racchiude tutte le reti definite derivanti.

Le regole dell’Unione Europea si pongono come obiettivo quello di incentivare una pesca sostenibile, evitando la perdita della biodiversità marina. Un fine nobile, questo è sicuro, ma il problema è che la menaica non dovrebbe rientrare nella categoria delle reti proibite.

Pina Picierno, oggi vicepresidente del Parlamento Europeo, nel 2021 parlo della differenza tra la menaica e le altre reti durante un’interrogazione parlamentare: “Molte imbarcazioni sono ferme perché questa rete viene erroneamente equiparata alla ferrettara – le parole della Picierno riportate da ‘Gambero Rosso’ – nonostante la sostanziale differenza tra i due tipi di rete e le modalità di utilizzo.

Per la ferrettara la pesca è consentita entro tre miglia dalla costa a condizione che la rete non superi i 2,5 chilometri e la maglia che la compone non superi i 100 millimetri d’apertura. Una pratica che se viene utilizzata in maniera errata può provocare la cattura accidentale di pesci appartenenti a specie protette. La menaica, invece, è lunga al massimo 500 metri, alta 10 metri e presenta maglie da 11 millimetri e il suo utilizzo non comporterebbe nessun pericolo per le specie protette, perché al suo interno rimangono intrappolati solo pesci di grandi dimensioni lasciando il via libera a quelli più piccoli, in maniera tale da tutelare l’ecosistema marino”.

Al tempo la Picierno, chiese alla Commissione se non fosse “opportuno differenziare i due tipi di pesca in accordo con le vigenti normative europee e la PCP” al fine di “poter continuare a garantire l’esistenza di una tradizione millenaria”. In attesa di una deroga, negli ultimi cinque anni molte delle vecchie licenze di menaica sono state rottamate e in pochissimi hanno deciso di tenerle. Tra chi ancora resiste ci sono i pescatori di Pisciotta, località italiana in provincia di Salerno.

Come si pescano le alici di menaica, presidio Slow Food

L’antica attività della menaica prevede che le alici vengano estratte singolarmente una volta alzata la rete dal mare, per poi eliminare le interiora e sistemarle con cura all’interno di cassette di legno. Da prassi le alici non vengono messe nel ghiaccio, perché durante il tragitto in acqua perdono già gran parte del sangue, e lo shock termico impedirebbe di far defluire il resto.

L’assenza del sangue nei tessuti è uno dei motivi che assicurerebbe alle alici di menaica il loro sapore unico, rendendole diverse rispetto a tutte le altre pescate nel Mar Mediterraneo con reti e tecniche diverse. E non è un caso che le alici pescate in questo modo siano tutelate da un presidio Slow Food dal 2001.