Ailanto, la pianta aliena che resiste a tutto ha invaso Roma
L'Ailanto, una pianta di origine cinese, ha invaso tutta Roma: è molto resistente, sopravvive in situazioni difficili e si riproduce velocemente

A Roma si è diffusa una pianta di origine cinese: si chiama Ailanto ed è stata importata all’inizio del secolo scorso per la coltivazione del baco da seta da Raimondo Tominz, allora direttore dell’orto botanico di Trieste.
Questa pianta cresce praticamente ovunque e non ha bisogno quasi di nulla. E’ caratterizzata da lunghissime radici che si espandono sia in verticale che in orizzontale. L’Ailanto produce semi in grande quantità, è in grado si sfondare muri e far crollare case e si espande rapidamente, prendendo il posto di qualunque altro soggetto verde si trovi intorno.
Nella sua versione adulta diventa altissima: per questo viene chiamata anche albero del Paradiso. Non è tutto oro quello che luccica: quando si diffonde ai livelli in cui si è ormai diffusa a Roma, dove è stata da poco scoperta un’antichissima vasca monumentale, è sinonimo di mancata manutenzione e scarsa cura. Questa pianta può nuocere a molti luoghi della Capitale come le ville storiche, il centro e le carreggiate delle strade dove c’è il rischio di sfondare l’asfalto.
L’Ailanto si può vedere lungo tutta la via Olimpica dove è praticamente l’unica pianta in grado di sopravvivere. La pianta è presente in grande quantità anche a Villa Ada, intorno all’ambasciata egiziana, alle Terme di Caracalla, nel parco degli Acquedotti, al tempio di Flora, alle scuderie dei Savoia e in tantissimi altri posti della città eterna.
La pianta proveniente dalla Cina si è insediata anche al Campidoglio, tra il Teatro Marcello e Ara Coeli. Trattarla non è affatto semplice e tra le strade di Roma, inserita insieme a Milano nella top 5 delle città più verdi d’Europa, gli esperti si sono divisi in due partiti: c’è chi sostiene che vada estirpata a qualsiasi costo e chi non vuole rimuoverla perché rappresenta sempre del verde in città.
Per caratteristiche l’Ailanto è una pianta che può difficilmente essere estirpata: il disboscamento lo irrobustisce rendendolo più forte di prima. Alla base della foglia di Ailanto c’è una glandula che emana un cattivo odore e respinge chiunque provi a mangiarla, come le coccinelle o le mosche. In più entra in competizione con le altre piante, va verso la luce, resiste a tutto e soffre di meno la siccità.
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