Agrigento dopo la Valle dei Templi: "Ritrovamenti spettacolari"
Ritrovamenti spettacolari alla Valle dei Templi: grazie agli scavi ancora in corso, scoperti i resti di quella che è stata una grande metropoli antica

Nuova scoperta ad Agrigento: non era solo il sito di templi greci, ma in antichità è stata anche una metropoli romana e cristiana, abitata 16 secoli fa.
Nella Valle dei Templi Agrigento riscopre la metropoli di 16 secoli fa
Le recenti indagini archeologiche andate in scena alla Valle dei Templi hanno svelato un volto nuovo, riportando alla luce le indagini romane e paleocristiane di Agrigento: 16 secoli fa era un centro abitato vivace, una vera metropoli antica.
Gli scavi hanno permesso di individuare nuovi quartieri abitativi nella zona della Valle dei Templi che testimoniano l’organizzazione urbana di quell’area, insieme anche agli spazi di vita quotidiana e all’evoluzione sociale della comunità locale tra l’epoca romana e quella cristiana.
Le indagini archeologiche sono ancora in corso e coinvolgono diverse università italiane e straniere, come spiegato a ‘Repubblica’ dall’architetto Roberto Sciarratta, il direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento: “Dalla Normale di Pisa all’università di Bologna, dagli atenei siciliani alle università di Lisbona e Bordeaux, tutto il nostro parco è un cantiere archeologico a cielo aperto”.
Impegnate sul campo anche le archeologhe del Parco siciliano, guidate da Maria Concetta Parello: indagano i quartieri e la vita di una città mai conosciuta e che, con l’ausilio dell’università di Palermo, a breve sarà raccontata in un piccolo museo in fase di apertura.
I ritrovamenti spettacolari alla Valle dei Templi
Tra i ritrovamenti più significativi della Valle dei Templi, uno riguarda un’abitazione greca diventata romana dal I secolo dopo Cristo, come testimoniato da iscrizioni nascoste nei muri per chiedere agli dei latini di proteggere il nuovo proprietario: “Duecento anni dopo – ha spiegato Giuseppe Lepore, docente dell’università di Bologna e direttore della missione – la stessa casa viene demolita in maniera strana, quasi simbolica”.
Cristina Soraci, docente di Storia romana all’università di Catania, ha scoperto che il proprietario potrebbe essere stato un esattore che recuperava le tasse da inviare a Roma, attività che lo ha fatto odiare dalla comunità: “Ciò che era dentro è rimasto- ha evidenziato Lepore – come le bellissime pitture e i graffiti che Soraci ha tradotto leggendo il nome di Silla, prova indiretta che in questa casa c’erano esponenti di spicco che conoscevano personaggi illustri. Una casa privata che ospitava riunioni di potere, come quella di Cesare”.
Gianfranco Adornato, docente della Scuola Normale di Pisa, ha parlato dei resti della città dopo i Greci che dimostrano come Agrigento abbia avuto una lunga storia all’ombra della valle: “Quando finisce la fase pagana, su resti antichissimi nascono i germi della futura città cristiana che si organizza non più sull’agorà ma attorno alle chiese”.
E ancora: “Abbiamo scoperto un impianto termale con il nome di colui che lo offrì alla città, un tale Martinianos, politico dall’Asia minore, che fece così mecenatismo politico. Dentro le terme, l’archeologa Rizzo ha trovato una croce cristiana e poi una cassetta di pietra con ossa che erano reliquie e quindi la nostra interpretazione è quella di una sorta di martirion ricavato dentro le terme antiche attorno a cui nasce il culto pagano”.
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