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Affitti a Milano a 180 mila euro per 2 settimane: cosa succede

Affitti alle stelle a Milano: sulle varie piattaforme online sono comparsi annunci con richieste "folli", anche da 180.000 euro per due settimane

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Sulle piattaforme online di affitti brevi, nei giorni scorsi sono comparsi annunci di case offerte a Milano a cifre esorbitanti, fino a 180.000 euro per due settimane: un fenomeno che ha destato scalpore e ha portato l’Associazione dei Gestori a fare chiarezza.

Affitti a Milano a 180 mila euro per 2 settimane: cosa sta succedendo

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, sulla questione legata alle richieste “folli” per gli affitti di immobili a Milano, è intervenuto Marco Celani, Presidente dell’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi.

Per Celani gli annunci, pur essendo acquistabili, sarebbero il frutto di un meccanismo tecnico già usato in passato da alcuni proprietari sulle piattaforme: vengono pubblicati da chi non vuole affittare ma punta a tenere aperti i calendari online per non essere penalizzato.

“Non sono specchio di reali valori di mercato – ha dichiarato il Presidente dell’Aigab – ma un escamotage quando non si vuole o non si può affittare l’appartamento, perché il proprietario è fuori città o sono in corso lavori di manutenzione o l’alloggio è già occupato con un contratto transitorio, e continuare comunque a mantenere il calendario delle prenotazioni aperto”.

Celani ha poi spiegato: “Se un annuncio viene chiuso, anche temporaneamente, le piattaforme lo penalizzano nel ranking. Inserendo cifre paradossali si evita di affittare senza subire le penalizzazioni. Non esiste al mondo un monolocale che vale 180 mila euro per due settimane. Sono dinamiche tecniche note agli addetti ai lavori”.

L’effetto Olimpiadi Invernali

In molti si sono chiesti se la pratica di inserire annunci con prezzi esorbitanti possa influire sul mercato immobiliare. Da questo punto di vista il numero uno dell’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi ha fatto chiarezza:

“Questa pratica non produce comunque distorsioni di mercato, in una fase in cui a Milano ci sono migliaia di alloggi disponibili intorno ai 120 euro a notte, chi propone un appartamento medio a tariffe da segmento lusso semplicemente non riceve prenotazioni. Le piattaforme non valutano la congruità del prezzo rispetto alla fascia dell’immobile, ma guardano soprattutto alle notti vendute e alle tariffe effettivamente realizzate”.

Provando a fare il punto della situazione sugli affitti a Milano, Celani ha osservato come le ville di lusso e gli appartamenti di grandi dimensioni, soprattutto al Centro, rappresentano un segmento che “non conosce crisi” e sono affittati da tempo.

Al contrario, al momento resta indietro il cuore del mercato degli affitti brevi, vale a dire i monolocali, i bilocali e gli alloggi di fascia media che sono “in larga parte deserti”. Il motivo? Secondo gli operatore è da ricercarsi nell’assenza ai Giochi Invernali del ceto medio, tradizionalmente bacino di questo tipo di ospitalità. Il costo elevato dei biglietti per le gare delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e il limitato interesse nei confronti degli sport invernali sono due fattori che hanno inciso negativamente sul mercato delle locazioni.

Secondo l’Aigab i prezzi medi degli appartamenti per il periodo delle Olimpiadi si sono mantenuti tra i 130 e i 185 euro a notte e negli ultimi giorni stanno addirittura scendendo, nel tentativo di intercettare prenotazioni last minute: a calare è l’occupazione, cresciuta solo di recente quando è passata dal 30% circa al 50%.