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In Val Brembana turisti contro i campanacci delle mucche: il caso

In Val Brembana i turisti protestano contro i campanacci delle mucche, mentre il sindaco di Serina tutela i suoni e le tradizioni della montagna

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Campanacci delle mucche, protesta in Val Brembana

In Val Brembana si sono scatenate le proteste di alcuni turisti per il rumore dei campanacci delle mucche al pascolo, a partire dalla segnalazione di una villeggiante di Serina infastidita dalla vicinanza degli animali al suo alloggio.

Perché i campanacci delle mucche sono un caso in Val Brembana

Il caso è nato da un post pubblicato sui social da una turista che soggiornava a Bagnella, frazione di Serina, in un alloggio vicino a un’area di pascolo e che ha raccontato di non riuscire a riposare a causa del suono dei campanacci delle mucche, avvertito anche durante la notte, fino a decidere di interrompere la vacanza.

La villeggiante aveva già segnalato lo stesso problema l’anno precedente e, una volta tornata a Serina, aveva chiesto di confrontarsi nuovamente con l’amministrazione comunale.

Il sindaco Michele Villarboito ha confermato di conoscere la situazione e ha spiegato di non aver ritenuto necessario ripetere chiarimenti già forniti, poiché la posizione del Comune nei confronti degli allevatori non era cambiata.

La protesta si è trasferita sui social, dove gli utenti si sono divisi tra chi ha richiamato il diritto al riposo dei villeggianti e chi ha considerato la presenza delle mucche una componente della vita rurale e dell’economia del paese. In alcuni commenti è stata avanzata anche la possibilità di chiedere una verifica del presunto disturbo acustico.

Secondo i dati riportati su ‘Il Corriere della Sera’, nel territorio di Serina pascolano circa 500 capi e l’allevamento conserva un peso rilevante per la comunità locale. Le aziende zootecniche mantengono curati i prati e proseguono un’attività legata alla storia della valle, ricordata anche dalla tradizionale fiera di settembre e dai riconoscimenti assegnati agli allevatori del posto.

Stando alla ricostruzione del primo cittadino, il rumore segnalato proverrebbe da quattro o cinque mucche che pascolano oltre la strada situata tra gli animali e il condominio. L’episodio ha così messo in evidenza la distanza tra le aspettative di alcuni visitatori e le consuetudini di una località montana nella quale l’attività agricola continua a caratterizzare il paesaggio e la vita quotidiana.

La replica del sindaco di Serina

Michele Villarboito ha risposto alle critiche con fermezza e ha affidato all’ironia la difesa delle abitudini del territorio. Secondo il sindaco, l’amministrazione può intervenire sulle questioni che riguardano la convivenza civile, ma il suono prodotto dagli animali al pascolo appartiene a una realtà diversa da quella di un cantiere o di un’attività industriale.

Villarboito ha dichiarato: “È come se un sindaco di una località di mare ricevesse proteste per il rumore delle onde. Che cosa potrebbe rispondere? Che evidentemente il mare non è il posto giusto per chi non lo sopporta”. C

La risposta è arrivata in maniera ironica anche sui social attraverso una finta ordinanza: “Ho provato a convocare le mucche in municipio per far firmare un’ordinanza di silenzio amministrativo, ma hanno risposto con un “muuu” poco collaborativo. Siamo in montagna: i campanacci e il profumo del pascolo sono compresi nel prezzo del soggiorno”.

L’ironia ha accompagnato una difesa esplicita degli allevatori, che secondo Villarboito svolgono un ruolo essenziale nella manutenzione del territorio e nella continuità delle attività locali.  Due modi diversi di interpretare la quiete montana, poiché alcuni villeggianti chiedono maggiore tutela del riposo e altri riconoscono nei campanacci un elemento caratteristico dell’ambiente alpino.