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In Puglia spunta il diavolo di sabbia per il troppo caldo: video

In provincia di Foggia è spuntato il diavolo di sabbia, unfenomeno meteorologico causato dal troppo caldo: gli esperti spiegano come si forma

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Prosegue anche ad agosto il caldo torrido in Italia: le alte temperature hanno colpito gran parte del Paese e sono destinate a durare almeno fino a tutto il fine settimana di Ferragosto. E tra gli effetti dell’afa c’è stato anche un diavolo di sabbia, fenomeno meteorologico avvenuto nel Foggiano.

In Puglia è spuntato il diavolo di sabbia

Una delle conseguenze del caldo estremo che ha colpito l’Italia è il “diavolo di sabbia” che si è formato a Zapponeta, provincia di Foggia: si tratta di un vortice abbastanza sorprendente e mai visto prima a certe latitudini.

Un fenomeno inatteso ma non per il meteorologo Francesco Galasso: “Purtroppo nulla di cui sorprendersi – le parole dell’esperto riportate dal ‘Corriere della Sera’ – è tipico del deserto, dura da due a 20 minuti, e si forma per il forte riscaldamento del suolo. La differenza di temperatura che c’è nell’aria crea correnti verticali in salita”.

Anche il meteorologo Rai Alex Guarini ha parlato del fenomeno ripreso da Angelo Cicorelli con un video postato su Facebook: “Tutto parte dal forte riscaldamento del terreno – si legge sul ‘CorSera’ – in una giornata soleggiata il suolo può diventare molto caldo e rendere instabili gli strati d’aria immediatamente vicini alla superficie. L‘aria più calda tende quindi a salire rapidamente. In presenza di determinate condizioni locali, l’aria che sale può assumere anche un moto rotatorio. A quel punto il vortice solleva la polvere presente sul terreno ed è proprio la polvere a renderlo visibile”.

Il diavolo di sabbia, conosciuto anche come diavolo di polvere, è un fenomeno meteorologico tipico di zone desertiche e secche: a differenza dei tornado, non è legato a una perturbazione di carattere temporalesco, ma è comunque dovuto a correnti convettive.

La forma richiama quella della tromba d’aria ma le dimensioni sono più ridotte e l’altezza del cono di sabbia e polvere non supera i 500 metri; la particolarità del fenomeno è quella di dare vita a trombe d’aria in miniatura che si sviluppano quando in cielo non c’è nemmeno una nuvola.

A causarli è l’eccessivo surriscaldamento di un suolo secco e caldo: in presenza di una leggera depressione sovrastante, genere un mulinello di aria che cresce in dimensioni e potenza. Solitamente questi fenomeni possono durare da meno di trenta secondi fino ad anche trenta minuti.

Se in provincia di Foggia la formazione del diavolo di sabbia è stata una sorpresa, il fenomeno è molto frequente nel deserto del Sahara, negli altipiani desertici dell’Iran, nel deserto del Gobi e anche fra le vallate più secche del Tibet.

I precedenti in Italia

Abbastanza frequenti anche negli Stati Uniti d’America, in modo particolare nelle aree desertiche del Texas, dell’Arizona e del Nevada. Non mancano alcuni precedenti in Italia: nel settembre del 2002 il fenomeno di verificò a Ugento, in Puglia, su un campo da calcio dove raggiunse quasi 300 metri di altezza.

Tre anni più tardi toccò alla Sicilia, dove un diavolo di sabbia venne registrato sulle spiagge di Trapani, sempre nel mese di settembre: secondo le cronache del tempo, raggiunse 200 metri di altezza e causò diversi danni ad alcune strutture turistiche.

Sono due, invece, i precedenti registrati sul litorale di Ostia durante il mese di luglio del 2017: il secondo ha causato panico tra le persone e qualche ferito; diversi ombrelloni, spinti dal diavolo di sabbia, volarono verso il cielo, mentre i lettini venivano scaraventati in mare o contro persone che erano presenti negli stabilimenti balneari.