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Livorno dedica una piazza e una statua a Igor Protti

La città di Livorno ha deciso di rendere omaggio alla memoria di Igor Protti: allo Zar saranno dedicate una piazza e una statua davanti allo stadio

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Igor Protti

Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, scomparso all’età di 58 anni dopo aver lottato con una terribile malattia. Livorno, la città dove più di tutte ha lasciato il segno in carriera, ha deciso di rendergli omaggio, dedicandogli una piazza e una statua.

A Livorno una piazza e una statua per Igor Protti

L’annuncio della nascita di largo Igor Protti a Lirono è arrivato attraverso un post pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook da parte del sindaco Luca Salvetti:

“Ho portato in consiglio comunale l’atto con il quale nasce Largo Igor Protti – ha scritto il primo cittadino – l’intera assemblea ha votato favorevolmente rappresentando appieno lo spirito della città nei confronti di Igor.Dopo i passaggi necessari procederemo con la cerimonia d’intitolazione e con la realizzazione di altre belle iniziative per ricordare il grande campione ma soprattutto l’uomo nel suo straordinario rapporto con Livorno e i livornesi”.

Approvata all’unanimità dal consiglio comunale, dunque, la delibera che porterà all’intitolazione a Igor Protti dell’area antistante lo stadio Armando Picchi di Livorno: nello specifico si tratta di una porzione di piazzale Montello, area di fronte all’entrata dell’impianto e delimitata dalle cancellate esterne.

Oltre alla piazza, tra i progetti del Comune di Livorno per ricordare Igor Protti è in programma anche la realizzazione di una statua a grandezza naturale, da collocare proprio davanti allo stadio: come spiegato dal ‘Corriere della Sera’, sono già stati avviati i primi contatti con artisti e aziende. Anche Bari, altra città dove Protti ha lasciato il segno, si prepara a rendergli omaggio: a lui sarà intitolata la Curva Nord dello stadio San Nicola.

Quella del Livorno è stata la maglia più indossata da Igor Protti durante gli anni della sua carriera: dopo una prima esperienza dal 1985 al 1988, l’attaccante di Rimini tornò in amaranto nel 1999 per restarci fino alla fine all’addio al calcio, avvenuto nel 2005.

La carriera di Protti e il legame con Livorno

Protti è il secondo miglior marcatore nella storia del Livorno con 125 reti messe a segno, dietro solo a Mario Magnozzi con 185 gol; allo stesso tempo è terzo nella classifica all time di presenze a quota 282, dietro Andrea Luci (421) e Mauro Lessi (369). Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, il Livorno ritirò la sua maglia, la numero 10, ma qualche anno dopo lo stesso Protti decise di rimetterla a disposizione, dichiarando “è giusto che i giovani possano sognare la numero 10, è giusto rimetterla in gioco”.

Soprannominato lo Zar, Protti detiene un record, è l’unico giocatore capace di laurearsi capocannoniere in Serie A giocando per una squadra che in quella stagione sarebbe retrocessa: è accaduto nel 1995/96 quando l’attaccante mise a segno 24 reti, diventando top scorer del campionato insieme a Beppe Signori.

Al termine della stagione, il presidente della Lazio Sergio Cragnotti decise di portarlo sulla sponda biancoceleste della Capitale per creare una coppia esplosiva proprio con Signori. Dell’avventura alla Lazio è passato alla storia il gol segnato alla Roma nel derby di ritorno del 1996/97: la rete, arrivata nei minuti finali di gara, permise ai biancocelesti di pareggiare in extremis e venne festeggiata da Protti con il mitico ‘trenino’, l’esultanza diventata famosa ai tempi di bari.

Insieme a Dario Hubner, Protti è stato uno dei due soli giocatori in grado di vincere il titolo di capocannoniere nelle tre categorie principali: Serie A (con il Bari), Serie B e Serie C (entrambe con il Livorno). In carriera, dopo aver iniziato nelle giovanili del Sant’Ermete e del Rimini, ha vestito anche le maglie di Virescit Bergamo, Messina, Reggiana e Napoli.

Dall’esperienza a Napoli, in prestito dalla Lazio, Protti è riuscito a entrare nella storia del club, diventando l’ultimo giocatore a segnare in Serie A con la maglia numero 10 dei partenopei prima che venisse ritirata nel 2000 in onore di Diego Armando Maradona. A livello di palmares, con il Livorno ha vinto una Coppa Italia di Serie C nel 1987 e il campionato di C1 nel 2002, mentre con la Lazio ha conquistato una Supercoppa Italia nel 1998 in finale contro la Juventus.