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Gusto "Pistacchio gay" in un bar di Catania: scoppia la polemica

In un bar nel centro di Catania è comparso il gusto "Pistacchio gay", un gelato dai colori verde e rosa: la scelta ha suscitato vivaci polemiche

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Gelato

Sempre più spesso, nelle gelaterie si possono sperimentare gusti “azzardati” che mescolano i sapori più audaci, creando delle vere e proprie prelibatezze in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Ma cosa dire di un semplice – e buonissimo – pistacchio dal cuore di cioccolato? Sembrerebbe un abbinamento abbastanza comune, non di certo in grado di attirare chissà quali attenzioni. Ma in un bar di Catania è scoppiata la bufera. Tutta colpa del nome: “Pistacchio gay”. Ecco cos’è successo.

Il caso del gusto “Pistacchio gay” nel bar di Catania

Siamo nel centro di Catania, e più precisamente in piazza Duomo: qui, tra splendidi monumenti e tanta storia, i turisti si fermano spesso a prendere un buon gelato e magari sperimentare qualche gusto nuovo. In un bar locale, in questi primi giorni del 2026, è scoppiata la bufera proprio a causa di una “new entry” tra le vaschette di gelato. Si tratta del gusto chiamato “Pistacchio gay”, che ha dato il via ad una lunga serie di polemiche, prevalentemente sui social. Ma di che si tratta?

Sopra, un croccante rivestimento verde a base di pistacchio. Al suo interno, un morbido cuore realizzato con cioccolato rosa, che offre un contrasto – sia visivo che nei sapori – forse non particolarmente fuori dal comune, ma senza dubbio molto azzeccato. Dal suo aspetto, il nome “Pistacchio gay” che ha suscitato le polemiche. “Abbiamo unito il pistacchio al cioccolato rosa e per questo lo abbiamo chiamato così” – ha spiegato un dipendente della gelateria al quotidiano “La Sicilia”.

La polemica scoppiata sui social

Immediata la reazione sui social: i primi commenti arrivano da Luigi Tabita, attore e attivista, nonché direttore del Giacinto Festival, che da molti anni si occupa di approfondimento culturale sulle tematiche Lgbtqia+ a Noto. “Scrivere ‘Pistacchio gay’ in una gelateria frequentata da bambini e giovanissimi può alimentare bullismo e stereotipi, soprattutto in una cultura machista come la nostra, che associa il rosa al femminile e lo considera ‘debole’. Il lavoro da fare è culturale e parte proprio dal linguaggio. Ricordiamoci come la lingua restituisce e, contemporaneamente, impone una visione del mondo” – ha scritto Tabita sul suo profilo Facebook.

E ancora: “Io lavoro nelle scuole. Una volta purtroppo si usava la parola ‘spastico’ come frequente insulto. Grazie a un lavoro di sensibilizzazione sui temi della disabilità e sul linguaggio inclusivo, oggi non succede più. È invece molto frequente nei corridoi sentire ‘gay’, dando un’accezione negativa anche non legata all’orientamento sessuale. Immaginiamo un bambino o un ragazzo quotidianamente bullizzato che poi trova scritto ‘Pistacchio gay’ in una gelateria”.

La scelta del nome del gusto di gelato, legata evidentemente al colore rosa dato dal cioccolato, ha infine attirato l’attenzione di Open Catania, collettivo queer nato dall’Arci. “A Catania abbiamo un evidente problema con l’identità omosessuale. Non c’è niente di spiritoso. Non vorremmo perdere tempo con pistacchi gay e altre catastrofi, anche perché c’è un mondo che brucia là fuori e le priorità dovrebbero essere altre. Siamo in un momento storico in cui le identità Lgbtqia+ non dovrebbero essere usate per commercializzare nulla, perché i nostri diritti sono minacciati”.