I furti di opere d'arte più incredibili in Italia
La storia dei furti di opere d'arte più incredibili andati in scena in Italia: dai quadri di Caravaggio a quelli di Klimt, passando per il Canaletto

Il furto dei tre dipinti di Renoir, Cezanne e Matisse alla Fondazione Magnani Rocca ha fatto riemergere la storia delle grandi opere d’arte trafugate in Italia nel corso degli anni, da Caravaggio a Klimt, passando per Canaletto.
La storia dei grandi furti di opere d’arte in Italia
Sono tanti i capolavori rubati in Italia, a partire dall’Ecce Homo di Antonello da Messina: il furto avvenne nel 1974 quando i ladri riuscirono a portare via il quadro dal Museo Broletto da Novara; l’opera non è stata mai più recuperata. La stessa sorte è toccata alla Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, scomparsa ormai più di trent’anni fa dalla chiesa di Venezia della Madonna dell’Orto.
Restando nel Capoluogo del Veneto, risale al 1993 il furto di una tela del Tiepolo portata via dalla chiesa di Santa Maria della Fava; cinque anni dopo, invece, toccò a un dipinto di Canaletto, rubato dall’abitazione di un noto industriale. Diversi i furti avvenuti negli anni Novanta: il più celebre fu quello del Ritratto di Signora di Klimt, rubato alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Per anni la sua sparizione alimentò leggende e ipotesi, fino a quando non venne ritrovato.
Può essere paragonato a un colpo da film il furto di tre capolavori avvenuto nel 1975 al Palazzo Ducale di Urbino: approfittando dell’assenza di un sistema di allarme e della presenza di alcune impalcature, i ladri riuscirono a mettere le mani su La Muta di Raffaello, Madonna di Senigallia (nell’immagine in copertina) e Flagellazione di Piero della Francesca. Come ricordato da ‘Repubblica’, a rendere la vicenda ancora più sensazionale fu la scoperta dell’autore del triplo furto: nessuna banda internazionale super organizzata, bensì un falegname di Pesaro.
Il responsabile venne arrestato quando le opere erano però già state consegnate ad alcuni suoi complici: successivamente le forze dell’ordine riuscirono a recuperare i tre quadri. Tra i furti più famosi e dolorosi della storia italiana c’è quello della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, straordinaria opera di Caravaggio: scomparsa a Palermo nel 1969, non è stata più ritrovata.
Il triplo furto di Mamiano di Traversetolo
Il caso più recente, come detto, è quello del triplo furto andato in scena alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma: nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, i ladri hanno portato via Les Poissons di Renoir, Natura morta con ciliegie di Cezanne e Odalisca sulla terrazza di Matisse. In base a quanto emerso dalle prime indagini, i ladri avrebbero rubato anche un quarto quadro all’interno dell’edificio, ma hanno dovuto lasciarlo in quanto messi alle strette dall’attivazione del sistema di allarme.
In una breve nota, riportata da ‘SkyTg24’, la Fondazione Magnani Rocca ha spiegato che i ladri hanno agito “con una tempistica inferiore ai tre minuti in modo non estemporaneo, bensì nell’ambito di un contesto strutturato e organizzato”. Nella stessa nota si parla di “evidente suddivisione funzionale pianificata delle gravi condotte illecite, peraltro non portate a termine per l’entrata in funzione dei sistemi di protezione e grazie al prontissimo intervento della sicurezza interna, dei carabinieri e dell’istituto di vigilanza ai quali vanno i più sinceri ringraziamenti per coraggio e tempestività”.
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