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Dove vive Claudio Baglioni: la casa a Roma e l'aneddoto su Totò

Claudio Baglioni, cantante molto famoso ma dalla vita riservata, vive a Roma in un appartamento ai Parioli che in passato ha ospitato anche Totò

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Claudio Baglioni è uno dei cantautori più amati della musica italiana, protagonista di una lunga carriera. La sua fama è stata segnata anche dal legame con il Festival di Sanremo, dove è stato protagonista sia come artista sia come direttore artistico. Nonostante il successo, Baglioni ha sempre mantenuto un profilo riservato, soprattutto per quanto riguarda la vita privata. Nel corso della sua vita ha vissuto in diverse località e ha diversi luoghi del cuore, ma oggi vive principalmente a Roma in un appartamento in zona Parioli.

Dove vive oggi Claudio Baglioni a Roma

Nato a Roma nel 1951, Claudio Baglioni ha accompagnato generazioni con brani diventati veri e propri classici, come Questo piccolo grande amore e Strada facendo che sono tra gli album più famosi della storia della musica italiana. Sebbene sia un cantante molto amato, Baglioni ha sempre voluto mantenere lontano dalle telecamere la sua vita privata. Oggi la sua residenza principale si trova a Roma, nel quartiere Parioli, una delle zone più eleganti della capitale.

Qui il cantautore vive in un attico situato in un palazzo storico progettato dall’architetto Pietro Lombardi, figura nota per aver realizzato diverse fontanelle iconiche della città. Baglioni condivide questa vita romana con la sua compagna Rossella Barattolo, e alcune informazioni sulla sua abitazione romana si possono ricavare grazie ad alcuni suoi post condivisi negli anni sui social. La casa riflette perfettamente lo stile dell’artista, raffinato ma essenziale senza troppi eccessi.

Gli interni sono dominati da colori neutri, come il bianco. Il salone è uno degli ambienti più rappresentativi della casa, con ampie vetrate e una terrazza che regala una vista suggestiva sulla capitale. Tra gli elementi che caratterizzano lo spazio ci sono una grande libreria, che raccoglie libri e vinili, e un pianoforte. Un aspetto curioso riguarda la storia dell’edificio. Nello stesso attico in passato, infatti, avrebbe vissuto anche Totò, il celebre “Principe della risata”.

Le abitazioni e località storiche della sua vita

Prima di stabilirsi ai Parioli, Claudio Baglioni ha vissuto diverse fasi della sua vita in altri quartieri di Roma e ha anche vissuto in altre località importanti. In alcune interviste ha raccontato di un’infanzia trascorsa a Monte Sacro, mentre l’adolescenza si è svolta a Centocelle, zone che hanno contribuito anche a formare il suo amore per la musica.

Un altro luogo importante è rappresentato dall’Umbria, in particolare il comune di Ficulle (Terni), terra d’origine della sua famiglia. Qui il cantante ha trascorso molto tempo durante la giovinezza. Ficulle, infatti, è una località dalle origini etrusche dove si respira ancora l’atmosfera medioevale ed è una meta molto apprezzata da chi ama fare attività all’aria aperta.

La casa a Lampedusa di Baglioni e le polemiche sul concerto 2025

Oltre alla casa romana, Claudio Baglioni possiede da anni anche una villa a Lampedusa, in località Cala Creta. Si tratta di un luogo a cui il cantautore è profondamente legato. Da oltre vent’anni sceglie quest’isola come rifugio per i momenti di pausa, lontano dagli impegni professionali. La villa, incastonata nelle rocce, è affacciata sul mare e qui l’artista ritrova tranquillità anche grazie alle uscite che può fare in barca. A Lampedusa Baglioni ha lasciato anche un segno importante dal punto di vista culturale, grazie al festival “O’ Scià”, una manifestazione musicale che si è svolta ogni estate dal 2003 al 2012.

Nell’estate scorsa, però, Lampedusa e Baglioni sono stati al centro dell’attenzione anche per una polemica legata a un suo concerto previsto nel settembre 2025. L’evento ha suscitato discussioni per i costi complessivi. Alcune associazioni locali avevano sollevato dubbi sull’opportunità di investire cifre così elevate, mentre l’amministrazione aveva chiarito che i fondi provenivano da finanziamenti statali e regionali destinati a progetti culturali.