I dolci de Il Diavolo Veste Prada 2 sono "made in Italy"
I dolci de Il Diavolo Veste Prada 2 sono made in Italy e sono stati ideati per garantire resa visiva e durata durante le riprese cinematografiche

Nel nuovo capitolo di ‘Il Diavolo Veste Prada 2′, insieme al ritorno di Meryl Streep e del cast originale, si è affermato un elemento visivo goloso ed esteticamente impeccabile: i dolci, realizzati interamente in Italia, che hanno contribuito a costruire atmosfera e narrazione e sono diventati parte integrante dell’immaginario del film. Dietro queste creazioni si è sviluppato un notevole lavoro progettuale che ha portato l’artigianato dolciario dentro le dinamiche del set cinematografico.
Come sono stati creati i dolci italiani del film Il Diavolo Veste Prada 2
Le creazioni pensate per il ‘Il Diavolo Veste Prada 2’ si presentano come piccoli oggetti scenici capaci di catturare l’attenzione già al primo sguardo: monoporzioni dai colori intensi, superfici lucide e dettagli curati che dialogano con la luce e con l’inquadratura, mentre le forme rimandano a una pasticceria contemporanea che lavora su precisione e impatto visivo.
Accanto alle classiche porzioni compaiono praline e composizioni più strutturate, progettate per resistere in maniera impeccabile anche nei tempi lunghi delle riprese.
Ogni dolce, infatti, è nato con la funzione di sostenere il ritmo della scena e mantenere coerenza estetica in ogni passaggio. Per questo motivo, la progettazione si è allontanata dalla logica del consumo immediato e si è avvicinata a quella dell’oggetto cinematografico, dove durata e resa visiva guidano ogni scelta.
Come riportato su ‘Gambero Rosso’, lo chef Adolfo Stefanelli, che si è occupato in prima persona della realizzazione dei dolci, ha descritto una fase di lavorazione che ha richiesto gesti insoliti per un artigiano:”scavare con il cucchiaino, simulare l’assaggio, destrutturare ciò che normalmente viene preservato nella sua integrità perfetta. Un gesto controintuitivo per un pasticcere, ma necessario per la costruzione narrativa della scena”.
La progettazione ha richiesto anche un adattamento tecnico legato alle condizioni del set: “La maggior parte doveva resistere per ore sotto i riflettori mantenendo una perfezione estetica assoluta. Questo ha significato progettare dessert “di scena” costruiti con consistenze più rigide e strutture pensate per durare nel tempo, anche a costo di rinunciare al gusto” ha spiegato Stefanelli.
Chi è lo chef che ha creato i dolci del film
A realizzare i dessert è stato Adolfo Stefanelli, pasticcere originario del Salento con attività a Milano, coinvolto nel progetto dopo una selezione affidata alle food stylist della produzione. La scelta è maturata a partire da una sua creazione iconica, la “Vela”, una torta costruita su geometrie precise e linee pulite che restituiscono immediatamente un forte impatto visivo.
Da questo primo contatto si è sviluppato un lavoro che ha portato poi alla realizzazione di diversi dolci pensati per il film e adattati alle esigenze narrative. La sua formazione nasce in laboratorio, con un percorso costruito tra tradizione e confronto con contesti internazionali, elementi che hanno contribuito a definire uno stile riconoscibile.
A Milano, lo chef ha sviluppato una proposta capace di mantenere in equilibrio radici e linguaggio visivo, talento che si riflette anche nel lavoro per il cinema, dove la pasticceria diventa parte della costruzione scenica.
Stefanelli ha sintetizzato il senso del suo lavoro sul set spiegando che “L’estetica in questi progetti supera il tema del gusto. Il mio lavoro è anche questo, creare prodotti che siano meravigliosi sul banco, che ispirino un racconto e facciano venire voglia di mangiarli con gli occhi”.
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