Coronavirus, boom farina: i prodotti più comprati dagli italiani
Cresce il consumo di farina e dolci durante la quarantena: le famiglie italiane tornano a preparare pane, pasta e dolci fatti in casa

Gli italiani, a causa del Coronavirus, sono costretti a rimanere in casa per cercare di arginare il contagio. Il periodo di quarantena cambia le abitudini di tante persone, anche in fatto di alimentazione.
La spesa diventa un’operazione quasi chirurgica da fare: uscire e comprare beni di prima necessità per restare il più a lungo possibile tra le mura domestiche. Non a caso, da quando è iniziato il lockdown in tutte le regioni del nostro Paese, si registra un vero e proprio boom di pane e pasta fatti in casa.
Un’analisi condotta da Coldiretti rivela che gli acquisti di farina sono saliti dell’80%. Nel carrello della spesa degli italiani, inoltre, finiscono anche gli altri ingredienti tipici della pasticceria casalinga come lo zucchero, per il quale si registra un incremento del 28%, e il latte Uht, in salita del 20% nelle prime due settimane dell’emergenza legata al Covid-19.
Il motivo è molto semplice: con l’esigenza di dover passare tanto tempo a casa, per vie delle misure restrittive attuate dal Governo, in Italia si torna a preparare pane, pasta e dolci fatti in casa, dando nuova linfa a una tradizione che, secondo l’indagine portata avanti da Coldiretti, riguarda almeno una famiglia su tre.
La cucina torna a essere il centro della vita quotidiana già a partire dalla prima colazione, per poi passare alla scelta del menu per pranzo e cena. Stando a casa, vengono coinvolti tutti i membri della famiglia, anche i più piccoli. A guadagnarne è la salute, con una stile di vita che rinuncia a tanti cibi spazzatura per fare spazio a preparazioni più genuine.
Allo stesso tempo si riscoprono piatti tipici della tradizione gastronomica italiana. Ricette originali che cambiano di regione in regione. L’analisi di Coldiretti ne indica diversi: la crostata con marmellata di percoche della Puglia, quella di mostarda di Uva Fragola della Calabria, i cavatelli con burro e salvia della Campania, i maltagliati integrali dell’Umbria, i fagottini di Cavolo nero e salsiccia delle Marche, le tagliatelle al radicchio di Treviso per il Veneto, gli strascinati con i peperoni cruschi della Basilicata e la tuma al miele della Sicilia.
Tra le pietanze riscoperte ci sono anche: i ravioli del Plin del Piemonte, gli gnocchetti di spinaci con raspadura della Lombardia, i Balanzoni per Emilia Romagna, la Tortina alle Marasche della Campania, gli gnocchetti Sardi, gli stringozzi del Reatino nel Lazio, il grano grattugiato con suino nero della Calabria.
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