Cambia la mappa di Roma, ora ha 332 quartieri e 22 rioni
Dopo un lungo percorso, la mappa della città di Roma potrebbe presto cambiare e avere una nuova mappa che comprende 332 quartieri e 22 rioni

Roma aggiorna la propria geografia urbana e cerca di realizzare una mappa più vicina alla città reale. La nuova suddivisione, presentata al Campidoglio, individua 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali. La deliberazione dovrà essere ora sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina, ma il progetto segna già una svolta.
La nuova mappa di Roma con 332 quartieri e 22 rioni
La nuova mappa dei quartieri di Roma nasce da un lavoro lungo, costruito attraverso dati, confronti territoriali e partecipazione civica. Come condiviso nel sito internet ufficiale della città, il nuovo assetto individua 332 quartieri urbani, ai quali si affiancano i 22 rioni storici del centro e 100 zone funzionali, cioè aree in cui la funzione prevalente non è quella residenziale. La presentazione è avvenuta alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e degli altri responsabili.
L’obiettivo dichiarato è superare una lettura della Capitale considerata ormai insufficiente. La nuova mappa prova a mettere ordine, offrendo uno strumento utile non soltanto per orientarsi, ma anche per programmare meglio servizi, politiche pubbliche e interventi sul territorio. Il punto più importante è il metodo. Per la prima volta, la definizione dei quartieri non viene presentata come un lavoro esclusivamente tecnico, calato dall’alto, ma come il risultato anche dell’ascolto della comunità.
Il percorso ha coinvolto Municipi, Università, Istat, associazioni, comitati e cittadini, incrociando diverse fonti, dati statistici, criteri urbanistici e percezioni quotidiane degli abitanti. La nuova geografia urbana assume, quindi, un valore politico e sociale. Dare un nome e un perimetro a un quartiere significa riconoscerlo, renderlo visibile nelle analisi, nelle statistiche, nei piani di mobilità, nelle scelte su scuole, servizi sociali, sicurezza e manutenzione.
La vecchia mappa di Roma e le polemiche sui confini
Il percorso che ha portato alla nuova mappa non è stato lineare. Una prima modifica era già stata fatta nel 2023 e parlava di 288 quartieri. Nel 2025 Roma Capitale aveva presentato una prima versione della geografia urbana, composta da 327 quartieri, 22 rioni e 104 zone funzionali. Quella proposta, resa consultabile online e aperta alle osservazioni dei cittadini, arrivava a quasi mezzo secolo dall’istituzione delle 165 zone urbanistiche approvate nel 1977 durante l’amministrazione guidata da Giulio Carlo Argan.
Proprio quella versione del 2025, però, aveva acceso il dibattito e le polemiche. In poche ore erano arrivate numerose segnalazioni da parte di residenti, comitati e associazioni, a conferma di quanto il tema dei confini urbani tocchi corde profonde. Per molti romani, infatti, il quartiere non è una definizione astratta, spostare una strada da un quartiere all’altro o associare un’area a un nome diverso da quello noto da anni ai residenti può diventare immediatamente una questione identitaria.
Le polemiche avevano riguardato diversi territori. Nel Municipio V, ad esempio, alcuni cittadini avevano contestato l’idea che il monumento da cui prende il nome Torpignattara potesse ritrovarsi fuori dal perimetro del quartiere. Altri residenti avevano segnalato incongruenze nella zona della Maranella, della Certosa e di Villa Certosa. Nel quadrante nord-est era emersa la questione Talenti, con contestazioni sull’inserimento di porzioni storicamente percepite come parte del quartiere in altri ambiti, come Casale Nei o Cecchina. Anche Vigne Nuove, Ottavia, Flaminio, Trieste, Mostacciano e altre aree erano finite al centro di osservazioni e richieste di revisione.
Il passaggio dalla vecchia proposta ai 332 quartieri attuali dimostra che il confronto ha inciso. Le segnalazioni non sono state soltanto uno sfogo, ma una fase del lavoro. Roma Capitale aveva aperto il processo partecipativo fino a gennaio 2026, invitando cittadini e realtà locali a inviare osservazioni sui nomi, sui confini e sulla rappresentazione dei territori. La nuova mappa di Roma, dunque, arriva dopo una fase di ascolto della comunità. Resta da capire come verrà recepita dall’Assemblea Capitolina e, soprattutto, come sarà utilizzata nella pratica amministrativa.
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