Briatore difende Crazy Pizza: l'attacco agli italiani "sfigati"
Flavio Briatore torna a parlare di Crazy Pizza dopo aver aperto il suo nuovo locale a Torino: l'imprenditore si scaglia contro i critici a priori

Flavio Briatore torna a parlare di Crazy Pizza: lo fa in una lunga intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’, affrontando tanti temi e rispondendo ai critici.
Briatore difende Crazy Pizza
Ricordando le critiche ricevute quando in passato ha rivelato di non amare la pizza con il cornicione, Briatore ha risposto così: “In Italia c’è gente che critica a priori, media compresi. Non c’è la cultura del fare, ma del criticare. Sono degli sfigati. Tutta invidia? L’Invidia e la gelosia ci sono perché la gente ti perdona tutto, tranne il successo”.
L’imprenditore piemontese, nel corso dell’intervista, ha ribadito di amare la pizza sottile, come quella che viene preparata all’interno dei suoi locali Crazy Pizza, e di preferirla alle tonde con il cornicione troppo pronunciato:
“La mia pizza preferita? Non sono un patito, ma senza cornicione, è come masticare un chewing-gum – ha spiegato Flavio Briatore – Noi la facciamo sottile, alla romana”.
L’apertura del nuovo locale di Torino
L’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ è stata l’occasione per parlare del nuovo Crazy Pizza aperto a Torino che ha segnato il ritorno di Briatore nella sua regione di provenienza, essendo originario della provincia di Cuneo
“In Italia pensavamo di esserci fermati, invece eccoci qui, dove sono nato. Torino la conosco pochissimo, e di aprire qui non me lo sarei mai aspettato. L’ho fatto con piacere ed entusiasmo, sperando si capisca che non è una semplice pizzeria.
Il concetto è un altro, le persone devono venire qui per incontrarsi, bere e mangiare qualcosa. E dopo la parte tranquilla, un dj, come un vestito che cambia. Non è facile aprire una catena in tutto il mondo, soprattutto se vuoi che il prodotto resti uguale”.
Sempre a proposito del locale di Torino, Briatore ha dichiarato: “Conosco molta gente di Torino che quando ha saputo, mi ha scritto di essere contenta. Quando aprimmo El Camineto a Cortina dissero che lì nessuno usciva, ma non era così. Torino è una città bellissima, dovrebbe cercare di superare Milano, non stare dietro”.
Il caso di omonimia
In un’altra intervista, concessa a ‘Torino Cronaca’, Flavio Briatore ha invece parlato del caso di omonima che riguarda proprio il capoluogo del Piemonte, dove esiste da anni un locale che si chiama Crazy Pizza ed è situato nel quartiere periferico Pozzo Strada.
Il titolare di quella pizzeria aveva raccontato che da quando Flavio Briatore ha aperto anche a Torino, ogni sera viene tempestato di telefonate da parte di clienti che erroneamente lo chiamano per prenotare un tavolo nell’altro Crazy Pizza, per una situazione che ha creato diversi disagi.
Si era parlato anche di un possibile cambio di nome da parte del locale già esistente, ma Briatore ha chiuso la vicenda, spiegando di aver chiamato il titolare dell’altra pizzeria per risolvere la questione una volta per tutte: “Lo abbiamo chiamato e gli abbiamo detto di stare tranquillo, di non fare assolutamente nulla e tenersi il suo nome – ha dichiarato l’imprenditore piemontese – poverino, lui fa la pizza da solo e deve pure rispondere al telefono con le dita impastate. Questione risolta”.
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