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Il tartufo di Alba è un caso: l'inchiesta di Report

Inchiesta di Report sulla provenienza del tartufo presente sul mercato italiano, il tema tocca da vicino anche Alba, la Capitale del Tartufo Bianco

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

La trasmissione Report di Rai 3 ha mandato in onda un servizio su un’inchiesta legata al tartufo, avanzando dubbi sulla sua provenienza e sulla tracciabilità su un simbolo di eccellenza gastronomica e identità territoriale.

Il tartufo di Alba e l’inchiesta di Report: il caso

La questione centrale dell’inchiesta riguarda la reale provenienza dei tartufi che finiscono sulle tavole dei ristoranti e sui banchi delle fiere, in un momento storico particolare, caratterizzato dai cambiamenti climatici che incidono negativamente sulla disponibilità di prodotto.

Nel servizio di Report si racconta che nonostante l’esistenza di una normativa che impone di indicare l’area geografica di raccolta del tartufo, per tutelare i consumatori e i produttori, non sarebbe difficile aggirare le regole: tartufi provenienti da Paesi dell’Est Europa come la Serbia, la Croazia, la Romania e la Serbia, potrebbero entrare nel circuito italiano attraverso passaggi amministrativi poco trasparenti e arrivare sul mercato come prodotto nazionale.

Il tema tocca da vicino Alba, la Capitale mondiale del Tartufo Bianco, dove le fiere e i mercati rappresentano un indotto economico rilevanti: tra gli operatori del settore intervistati in forma anonima, alcuni hanno manifestato preoccupazione per un sistema che rischia di non reggere la pressione del mercato globale, mentre altri hanno respinto categoricamente le accuse, difendendo la serietà dei tartufi e ribadendo l’italianità dei prodotti venduti nelle fiere ufficiali.

Sull’affidabilità dei tartufi di Alba ha parlato Mauro Carbone, Direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo, ribadendo la trasparenza dei prodotti delle Langhe: “Alla Fiera di Alba si comprano i tartufi migliori, perché sono meticolosamente selezionati e garantiti da una commissione di giudici di analisi sensoriale” ha spiegato a ‘La Stampa’.

Il commento del Centro Studi Tartufo

Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Studi Tartufo,  ha commentato il servizio di Report, giudicando come “un grosso limite” quello di “mescolare tematiche piuttosto diverse rispetto al Tartufo Bianco e a quello nero”. Per Degiacomi “spetti quali l’utilizzo del prodotto nei vasetti, l’aggiunta di aromi, l’importazione dall’Iran e da altri Paesi sono cose specifiche e note, ma che riguardano il nero e la produzione di prodotti trasformati. Questo va sottolineato, se vogliamo dare un’informazione chiara soprattutto a chi non è un addetto ai lavori”.

Lo stesso Degiacomi, come riportato da ‘TatgatoCn’, ha poi dichiarato: “Un altro grande limite del servizio è quello di non avere evidenziato l’importanza di politiche e azioni volte allo sviluppo della tartuficoltura, da una parte, e per la salvaguardia e l’incremento delle tartufaie naturali dall’altra, che sono la vera questione in un Paese come l’Italia, in cui vi è una richiesta di tartufi maggiore dell’offerta.

Nella sua storia Alba ha fatto molto per la valorizzazione del tartufo italiano, per cui è normale che quando si parla di questo prodotto si chiami in causa soprattutto la nostra città e la sua Fiera. Spero che sia emerso in modo opportuno lo sforzo fatto dalla Fiera, pressoché unica in Italia, di fare una selezione preventiva di qualità sui tartufi”.

Affrontando il tema legato alla tracciabilità, il Presidente del Centro Studi Tartufo ha spiegato: “Se si rispetta la legge c’è una tracciabilità fiscale, il raccoglitore deve rilasciare ricevuta e così il tartuficoltore e il commerciante. Poi è evidente che la stretta correlazione tra tartufaia e prodotto è problematica, in quanto si tratta di un prodotto naturale spontaneo soggetto a molteplici variabili legate all’andamento meteorologico e alla libera raccolta”.