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Squali in Italia, avvistamenti e paura da Gallipoli a Terracina

Nuovi avvistamenti di squali in Italia: tra lo stupore dei bagnanti e qualche attimo di paura, le segnalazioni sono arrivate da diverse zone del Paese

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Durante l’ultimo fine settimana di aprile 2026, a poche ore di distanza, sono stati segnalati diversi avvistamenti di squali in Italia che hanno riacceso i riflettori sui comportamenti di questi animali, da anni sempre più vicini alle coste.

Gli ultimi avvistamenti di squali in Italia da Gallipoli a Terracina

Una delle segnalazioni è arrivata da Terracina, sul litorale Pontino: nelle acque di Porto Badino, nel primo pomeriggio di domenica 26 aprile, è stato avvistato uno squalo della lunghezza di circa un metro e mezzo a pochi metri dalla spiaggia. Alcuni bagnanti hanno girato un video diventato subito virale sui social.

Gli esperti hanno subito precisato che l’esemplare in questione era una verdesca, nota anche come squalo azzurro o squalo blu, di solito inoffensiva nei confronti dell’uomo. L’avvistamento è durato pochi secondi e l’animale ha ripreso subito il largo tra lo stupore dei presenti. Probabile che si sia spinto vicino alla riva in circa di cibo, inseguendo piccoli branchi di pesci.

A Gallipoli, invece, uno squalo adulto ha urtato un’imbarcazione impegnata in una battuta di pesca: episodio terminato senza alcuna conseguenza per i diportisti sulla barca. Dell’accaduto ha parlato ai microfoni di ‘Adnkronos’ Umberto Sacco, ricercatore Ispra ed esperto di pesci cartilaginei:

“Dalle immagini che ho potuto vedere si tratta di uno squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus. Un esemplare abbastanza grosso, intorno ai 3-4 metri di lunghezza, probabilmente attirato dalle esche della pesca d’altura. Questi animali non sono aggressivi nei confronti degli esseri umani. Quando sono incuriositi da qualcosa che potrebbe essere una fonte di cibo, la prima cosa che fanno è un contatto diretto con l’oggetto o con la preda, se la preda è ferma. Credo sia il caso di questa barca, quindi l’animale si è avvicinato, ha urtato la barca per capire che cosa fosse e poi evidentemente si è allontanato”.

Oltre a Gallipoli e Terracina, la presenza di squali è stata segnalata anche in Campania, tra le acque di Ischia e Procida nel Golfo di Napoli. Sui rischi riguardo la presenza di squali vicino alle coste, l’esperto ha spiegato: “Farci il bagno vicino sicuramente lo eviterei, ma per i bagnanti direi che il rischio è praticamente pari a zero. Sono animali che frequentano le acque offshore, che predano tonni, quindi non siamo nel loro menu. Qualora ci fossero degli incidenti, deriverebbero da una confusione dell’animale”.

Perché gli squali si avvicinano alle spiagge

I motivi per cui gli squali tendono a nuotare in acque più basse e quindi ad avvicinarsi alle spiagge sono molteplici, a cominciare dalla crisi climatica: molte specie pelagiche, che vivono in mare aperto, di fronte all’aumento delle temperature cercano acque più ricche di nutrienti, anche a ridosso delle coste.

C’è poi il fenomeno dell’overfishing, vale a dire la pesca intensiva: quando vengono a mancare prede naturali in alto mare, i predatori sono spinti a esplorare nuove zone, anche quelle meno profonde che solitamente non sono frequentate dagli squali.

In Italia la maggior parte degli avvistamenti di squali riguarda la specie verdesca, conosciuta anche come squalo blu: di base i suoi esemplari non rappresentano un pericolo mortale per gli esseri umani, a patto che non vengano infastiditi o costretti a difendersi.

Come riportato da ‘Il Messaggero’, la verdesca rappresenta circa l’80% degli avvistamenti di squali pelagici nel Mar Mediterraneo: questa specie è molto prolifica e fertile, può arrivare a generare anche fino a 80 piccoli per volta, cosa che permette di resistere meglio alla pressione della pesca rispetto ad altre specie di squali.