La storia della cassetta con la voce dei nonni ritrovata a Roma
Per le strade di Roma è stata trovata una musicassetta con l'audio della voce dei nonni: rintracciato il proprietario grazie all'appello sui social

A Roma è stata trovata una vecchia musicassetta su cui i proprietari avevano registrato le voci dei nonni nel 1968: grazie a un appello lanciato sui social, i possessori sono stati rintracciati così da potergli riconsegnare l’antico nastro.
Trovata una musicassetta con la voce dei nonni: l’appello sui social
Tutto è partito da una segnalazione sul gruppo Facebook Montesacro-Talenti, dove un utente ha raccontato di aver trovato una cassetta a doppia bobina di colore arancione: su un lato c’era scritto l’anno di incisione, 1968, e sull’altro il contenuto, vale a dire “voce di nonna Natalina e nonno Brando”.
La foto della cassetta in questione è stata pubblicata sul gruppo, corredata dal seguente post: “Trovata questa mattina in via delle Vigne Nuove, incrocio con via Villa di Faonte. Immaginando che per qualcuno potesse essere importante, l’ho appoggiata sul muretto in modo che non venisse schiacciata dalle auto parcheggiate”.
Il post è diventato subito virale e ha collezionato centinaia di commenti e condivisioni, fino ad arrivare all’utente che ha rivendicato la proprietà della cassetta: un architetto romano. L’uomo ha commentato sotto la foto del nastro, scrivendo: “Deve essere mia, dove posso recuperarla?”.
L’episodio ha portato a un ulteriore colpo di scena, perché tra i commenti, un utente ha scritto: “I miei zii abitavano proprio lì e i miei bisnonni si chiamavano Brando e Natalina. Ho letto che il proprietario è stato trovato, se dovesse accorgersi di non essere sua, la mia famiglia e io ci terremmo tanto a verificare la nostra proprietà. C’erano tanti indizi che ci hanno fatto illudere”.
E poi la sorpresa finale: il proprietario della cassetta e l’utente che ha scritto quest’ultimo post hanno scoperto di essere cugini. Grazie al passaparola sui social, dunque, l’architetto di Roma ha ritrovato la musicassetta con le voci dei nonni, piccolo ma prezioso frammento di memoria familiare, e ha anche scoperto di avere dei parenti con i quali, perché no, un giorno ascoltare il nastro e fare un tuffo nel passato.
L’effetto amarcord e la storia delle musicassette
Il post sul gruppo Facebook Montesacro-Talenti ha dato vita a un effetto amarcord tra gli utenti: in molti hanno commentato ricordando quanto fosse bello ascoltare musica con le cassette, oggetti ormai in disuso da molti anni, mandate in pensione prima dai cd e poi dallo streaming digitale.
A sviluppare l’audiocassetta fu l’ingegnere olandese Lou Ottens nel 1963, con il brevetto registrato l’anno successivo dalla Philips come ‘Compact Cassette’. La produzione di massa cominciò nel 1965 e le case discografiche si adattarono presto alla novità, stampando gli album musicali anche su cassette e non solo su dischi in vinile.
Per anni le musicassette e i vinili sono stati gli unici supporti per la riproduzione di audio con diffusione capillare. A dare un’ulteriore spinta al successo delle cassette fu il walkman, riproduttore portatile messo in commercio dalla Sony nel 1979 che consentiva di ascoltare la musica in audiocassetta attraverso le cuffie.
Altro punto a favore delle cassette era la possibilità di registrare: comprando musicassette vergini, attraverso un impianto stereo si poteva riversare su di esse la musica proveniente dai dischi in vinile, dalla radio o da un’altra cassetta (e successivamente anche dai cd).
Nacquero così le compilation personalizzate: chiunque poteva creare una cassetta con le proprie canzoni preferite, da ascoltare in auto o attraverso il walkman. Con l’avvento dei cd, iniziò un lento ma inesorabile declino delle audiocassette, soppiantate con l’avvento del digitale, prima dai lettori mp3 e poi dalle piattaforme di streaming.
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