A Milano il restauro del toro in Galleria è un caso: la polemica
La polemica sul restauro del toro in Galleria a Milano nasce dopo l’intervento sul mosaico legato al rito portafortuna, molto amato da turisti e milanesi

Dopo l’intervento sul celebre mosaico del toro in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, e dopo la pubblicazione delle nuove immagini, molte persone contestato l’aspetto dell’opera restaurata.
Perché il restauro del toro in Galleria fa discutere Milano
La polemica è nata dopo la pubblicazione delle immagini del mosaico restaurato, perché i testicoli del toro della Galleria Vittorio Emanuele II, consumati da anni di rito scaramantico, sarebbero apparsi meno evidenti rispetto al passato, almeno secondo diverse reazioni comparse sui social, al punto da far parlare molti utenti di un intervento poco convincente.
Come si legge su ‘Corriere della Sera’, tra i commenti comparsi dopo la pubblicazione della foto ci sono stati: “Perché il toro è diventato un bue?”. “Il restauro ha fatto sparire gli attributi”; “Giallo a Milano”; “Restauro o rattoppo?”.
Altri interventi hanno usato toni ironici o più critici, con espressioni come “Un toro fluido, segno dei tempi”; “Le censure del mutandone sulle statue”; “rappezzo mediocre con cromie sbagliate”.
Il mosaico, infatti, nel tempo è diventato parte di una tradizione popolare, e il rito consiste nel ruotare sul tallone, appoggiato proprio nel punto più delicato della figura del toro, con l’idea di attirare fortuna.
La pratica, nata alla fine dell’Ottocento, è stata ripetuta per generazioni da milanesi, visitatori e turisti; nei mesi scorsi era stata compiuta anche da George Clooney e Amal Alamuddin, durante una visita nel capoluogo lombardo.
La forza simbolica del gesto ha contribuito alla fama del mosaico, ma ha anche prodotto un’usura costante, e proprio il punto più sollecitato dal rito ha subito negli anni il peso di migliaia di talloni; per questo il restauro è diventato un tema delicato, perché ha toccato insieme un’opera storica, una consuetudine popolare e l’immagine turistica della città.
Come è stato restaurato il mosaico del toro in Galleria
Il Comune di Milano ha chiarito che il restauro non avrebbe cancellato gli attributi del toro, mirando piuttosto a riprendere il colore originario della parte danneggiata, utilizzando tessere in marmo rosa.
Il risultato, quindi, sarebbe apparso diverso perché più vicino alla versione originale del mosaico e meno simile all’immagine alla quale molti si erano abituati negli ultimi anni.
La differenza cromatica sembra avere anche una spiegazione tecnica: nel precedente intervento, risalente al 2017, sarebbe stato usato un marmo più scuro perché il materiale originario non era disponibile. Con il nuovo restauro, invece, il Comune ha indicato il ritorno a una tonalità più fedele alla prima versione dell’opera. Da questo sarebbe derivata la percezione del dettaglio meno marcato, soprattutto nelle fotografie diffuse sui social.
Cosa ha detto il restauratore del toro della Galleria
Sulla discussione è intervenuto anche il restauratore Gianluca Galli, che ha precisato come l’intervento non fosse ancora concluso al momento della diffusione delle immagini.
Galli ha dichiarato: “Surreale criticare un lavoro non ancora finito. Sono polemiche che mi fanno sorridere. Capitano sempre quando c’è un restauro e poi è ridicolo che il restauro di oggi venga messo a confronto con quello precedente dato che sono sempre io l’autore”.
Il professionista ha inoltre ricordato che il lavoro è stato eseguito sotto la supervisione dei tecnici comunali e che le tessere devono ancora assestarsi prima delle ultime fasi di finitura.
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