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"Non abbattiamo San Siro": cosa può diventare lo stadio

Nuovo appello per San Siro: il critico d'arte Antonio Grulli propone di non abbattere il mitico stadio milanese per trasformarlo in un museo

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

San Siro, Milano

Cosa ne sarà dello stadio San Siro quando Inter e Milan avranno costruito il loro nuovo impianto? Tra chi immagina uffici e attività commerciali è arrivata una nuova proposta: non abbatterlo per trasformarlo in un museo d’arte contemporanea.

Appello per non abbattere San Siro: cosa può diventare

Del futuro di San Siro ha parlato il critico d’arte e curatore Antonio Grulli in un articolo pubblicato su ‘la Lettura #755’ del 17 maggio 2026, supplemento del ‘Corriere della Sera’. Nel pezzo, dopo aver ricordato l’importanza del Meazza a livello sportivo, sociale e architettonico, Grulli ha avanzato la proposta di trasformarlo in un museo d’arte contemporanea.

“Facciamo una cosa, prendiamolo noi – ha scritto il critico d’arte – noi nel senso di comunità dell’arte contemporanea, italiana e non. Prendiamo San Siro e trasformiamolo nel museo dell’arte contemporanea di oggi e di domani di cui Milano ha tanto bisogno. Al mondo non esisterebbe nulla di più iconico, soprattutto in un momento come questo in cui la maggior parte dei nuovi musei d’arte costruiti nel mondo non brilla per originalità”.

Grulli immagina il museo come “un’audace architettura” incastonata in una montagna cava di cemento armato, in un gioiello brutalista “oggetto di culto ovunque”. Un museo “inserito in una struttura i cui quattro angoli ripropongono la metafora della forma elicoidale, la stessa che ha reso unico uno spazio come il museo Guggenheim di New York”.

La vicinanza con il nuovo stadio di Inter e Milan, secondo Grulli, sarebbe preziosissima per il museo che sorgerebbe sulle ‘ceneri’ di San Siro: “La risonanza sarebbe garantita, se ne parlerebbe in tutto il mondo. Difficile immaginare un marchio più universale. Vicino al nuovo stadio avrebbe, tra partite e mega eventi, sempre un flusso costante di pubblico. Se anche soltanto una piccola percentuale delle decine di migliaia di persone accorse per il calcio o i concerti decidesse di visitare il museo si tratterebbe comunque di un indotto enorme”.

E ancora: “Il museo sarebbe già dotato di tutte le infrastrutture necessarie per accogliere i visitatori. Le due realtà potrebbero dare vita a forme di collaborazione da cui entrambe uscirebbero vincitrici. Coinvolgiamo, magari attraverso un concorso di idee e progetti, architetti giovani e meno giovani ma di livello internazionale: una struttura così leggendaria non merita di meno. Sarebbe bellissimo poter affidare il progetto a qualche figura ancora capace di un approccio radicale, utopico e formalmente avanguardistico tipico di alcuni architetti e movimenti del secolo scorso”.

San Siro e il progetto del nuovo stadio

Dopo la cessione di San Siro a Milan e Inter, le due società hanno deciso di abbandonare il vecchio stadio per costruire un nuovo impianto nella stessa area. Del mitico Giuseppe Meazza dovrebbe restare solo una piccola porzione, l’angolo tra la tribuna arancio e la Curva Sud, insieme al 30% delle rampe che hanno reso caratteristica la Scala del calcio.

In base ai piani, verrebbe abbattuta la copertura dell’attuale stadio, al pari del terzo e del primo anello. Al momento non è ancora stata presa una decisione su come verrà utilizzato lo spazio restante dello stadio che ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio e ha ospitato concerti di artisti nazionali e internazionali: c’è chi ha parlato di uffici e chi di attività commerciali.

Il nuovo impianto, invece, avrà una capienza di 71.500 spettatori: nelle intenzioni delle due società milanesi, sarà uno stadio che potrà essere vissuto 365 giorni all’anno e non solo in occasione delle partite di Milan e Inter. Il progetto è stato affidato a due studi di fama mondiale: Foster+Partners e Manica: l’obiettivo è quello di rendere tutta l’area di San Siro in un grande distretto sportivo e culturale.