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Chi sono i Maestri della Pizza 2026 secondo Forbes

I 35 Maestri della Pizza 2026 e i riconoscimenti speciali della critica raccontano la nuova selezione Forbes dedicata alla pizzeria italiana

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Maestri Pizza 2026 Forbes

Forbes Italia ha celebrato a Napoli i Maestri della Pizza 2026, selezionando 35 protagonisti della pizzeria italiana contemporanea!

I 35 Maestri della Pizza 2026 per Forbes

La nuova selezione di Forbes Italia ha raccontato la pizza come un comparto ormai maturo, nel quale l’identità artigianale resta centrale, ma si affianca a ricerca sugli impasti, cura del servizio e capacità imprenditoriale.

L’evento si è svolto al Gold Tower Lifestyle Hotel di Napoli, la lista è stata curata da Alberto Cauzzi, fondatore di Passione Gourmet e food editor per Forbes Italia, con l’obiettivo di rappresentare diverse aree del Paese e differenti modi di interpretare la pizzeria contemporanea.

Durante l’incontro è emerso anche il valore culturale di questo mestiere, dove il termine maestro, scelto per il progetto, ha richiamato l’idea di chi custodisce un sapere e lo trasmette, senza fermarlo in una forma immobile: la pizza è letta come patrimonio gastronomico e come laboratorio vivo.

Da questa prospettiva è nata la selezione dei 35 Maestri della Pizza 2026, che riunisce alcune delle insegne più rappresentative della pizzeria italiana contemporanea.

  1. Francesco Capece, Confine, Milano
  2. Lorenzo Sirabella, Dry Milano, Milano
  3. Renato Bosco, Renato Bosco Pizzeria, San Martino Buon Albergo
  4. Salvatore Grasso, Pizzeria Gorizia 1916, Napoli
  5. Francesco Martucci, I Masanielli, Caserta
  6. Sasà Martucci, I Masanielli, Caserta
  7. Pier Daniele Seu, Seu Pizza, Roma
  8. Franco Pepe, Pepe in Grani, Caiazzo
  9. Roberto Davanzo, Bob Alchimia a Spicchi, Montepaone
  10. Diego Vitagliano, 10 Diego Vitagliano, Napoli
  11. Ciro Oliva, Concettina ai Tre Santi, Napoli
  12. Manuel Maiorano, La Fenice, Pistoia
  13. Antonello Cioffi, La Piedigrotta, Varese
  14. Giuseppe Rizzo, Ristorante dell’Angolo, Vittuone
  15. Massimiliano Prete, Sestogusto, Torino
  16. Andrea Brunetti, Sileo Pizzeria di Andrea Brunetti, Nucetto
  17. Cristiano Taurisano, Luppolo e Farina, Latiano
  18. Giovanni Mandara, Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia
  19. Antonio Pappalardo, Inedito, Brescia
  20. Ivano Veccia, L’Isola Restaurant, Ischia
  21. Francesco e Salvatore Salvo, Pizzeria Salvo, Napoli
  22. Daniele Campana, Campana 12, Corigliano Calabro
  23. Ciccio Vitiello, Cambia-Menti, Caserta
  24. Pierangelo Chifari, Archestrato di Gela, Palermo
  25. Cristian Santomauro, L’Ammaccata, Antica Pizzeria Cilentana
  26. Davide Di Chio, Alterego Pizza Boutique, Andria
  27. Salvatore Lioniello, Pizzeria da Lioniello
  28. Simone De Gregorio, La Bolla
  29. Ciro Tutino, Bro
  30. Giuseppe Bove, Giuseppe Bove Pizzeria
  31. Simone Padoan, I Tigli
  32. Giuseppe e Luigi Vaccaro, Antica Pizza
  33. Luca Pezzetta, Clementina
  34. Enzo Coccia, Pizzeria La Notizia 94
  35. Giorgio e Filippo Sorce, Sitàri, Sorce Family

Quali sono i premi speciali assegnati ai pizzaioli

Accanto alla selezione principale, Forbes Italia ha assegnato anche due riconoscimenti speciali. Il Premio Altograno 2026 è andato a Raf Bonetta, della Raf Bonetta Pizzeria di Napoli, per il lavoro di ricerca sugli impasti.

Il Premio Origine 2026 è stato conferito a 50 Kalò, insegna legata a Ciro Salvo e presente con sedi a Napoli, Roma e Londra.

Nella valutazione sono entrati l’equilibrio tra radici e innovazione, la qualità dell’esperienza complessiva, il lavoro sulle materie prime e la capacità di costruire un’identità riconoscibile.

Tra gli aspetti emersi durante l’evento c’è stata anche la crescita dei menù degustazione, sempre più presenti nelle pizzerie di ricerca, un formato che ha trasformato la pizza in un percorso, nel quale impasti, cotture e farciture vengono proposti con una logica più vicina alla ristorazione gastronomica.

Anche la scelta della sala ha assunto un ruolo più evidente, insieme alle carte dei vini, che alcune insegne hanno contribuito a rendere parte integrante dell’esperienza.

L’edizione 2026 dei Maestri della Pizza ha quindi fotografato un settore in evoluzione, dove la tradizione napoletana resta un riferimento forte, ma convive con progetti nati in molte altre regioni italiane. Dal Sud al Nord, la lista Forbes ha raccolto nomi già molto noti e realtà che hanno costruito percorsi solidi nei rispettivi territori.

Il risultato è una mappa della pizza italiana attuale, nella quale il valore del prodotto passa attraverso competenza, continuità e visione imprenditoriale. Più che una semplice classifica, la selezione ha raccontato un mestiere che ha cambiato scala, senza perdere il legame con il forno, la manualità e la cultura da cui proviene.