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La giornalista e il viaggio in Italia "rovinato": i suoi 5 errori

La giornalista americana Joey Hadden ha raccontato il suo primo viaggio in Italia, rivelando i 5 errori che le hanno "rovinato" l'esperienza

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Venezia

Sebbene l’Italia sia una delle mete turistiche più amate dagli stranieri, è possibile “rimpiangere” una vacanza tra le nostre bellezze. A raccontare la sua esperienza, non proprio rivelatasi soddisfacente come si sarebbe aspettata, è la giornalista americana Joey Hadden, reporter di viaggi presso il “Business Insider”: nel corso di un tour di due settimane alla scoperta dell’Europa, si è concessa sei giorni in Italia per visitare alcune delle sue città più turistiche. Ma non è andata nel migliore dei modi: ecco i 5 errori che ha commesso.

L’esperienza in Italia della giornalista americana

L’esperta di viaggi Joey Hadder ha recentemente condiviso una delle sue prime esperienze da reporter, che si è rivelata decisamente meno entusiasmante del previsto. Così ha raccontato sulle pagine di “Business Insider”, con cui collabora da anni: “Avevo iniziato la mia carriera come reporter di viaggi da appena un anno. Non avevo ancora imparato che avrei commesso errori in ogni viaggio, soprattutto nel visitare un posto nuovo, e che andava bene così”. Nell’ottobre del 2022, la giornalista si è concessa un’avventura zaino in spalla alla scoperta dell’Europa, in una vacanza di due settimane in treno.

Joey ha visitato quattro Paesi, tra cui l’Italia: qui ha trascorso appena sei giorni, toccando le città di Venezia, Roma e Milano. E il primo errore è stato proprio questo. È davvero difficile immaginare di godere veramente delle bellezze di tre splendide città d’arte in così poco tempo, tanto che la giornalista si è trovata a correre da un luogo all’altro, senza riuscire a vivere davvero un’esperienza autentica. Ma quali sono gli altri errori che le hanno “rovinato” la sua prima vacanza in Italia?

Gli errori che hanno “rovinato” il viaggio in Italia

Il secondo errore, come ha spiegato Joey, è stato nella scelta del periodo: l’idea di viaggiare in ottobre le sembrava perfetta, perché il clima sarebbe stato piacevole e in giro avrebbe trovato pochi altri turisti. Niente di più sbagliato, dal momento che il turismo ha ormai abbandonato i confini estivi e si è ampiamente “allargato” alla primavera e all’autunno. “A quanto pare, si è sparsa la voce sulla bassa stagione. Quindi la prossima volta che andrò in Italia, farò un viaggio in inverno” – ha affermato la giornalista.

Nel visitare Venezia, il suo rimpianto più grande è stato quello di aver soggiornato fuori città. La Hadder ha approfittato di un’offerta allettante, pernottando presso il Castello di Roncade, a circa 30 minuti di macchina dalla sua destinazione: solo dopo, si è resa conto che in questo modo ha partecipato al sovraffollamento di Venezia, senza lasciare almeno un “risarcimento” monetario pagando l’alloggio: “Non pernottando in città, non ho contribuito quanto avrei potuto all’economia locale”.

Joey Hadder ha poi raccontato il suo quarto errore: non informarsi in anticipo sulle regole che vigono nei luoghi in cui si soggiorna come turisti. Sebbene l’Italia abbia tradizioni e usanze tipiche del mondo occidentale, può capitare di commettere qualche piccola infrazione sulla base delle normative locali – spesso sconosciute anche agli italiani stessi. La giornalista è caduta nel tranello quando, a Venezia, ha acquistato un gelato e si è seduta su un gradino all’ombra per mangiarlo. Non aveva idea che ciò comportasse una multa da 100 a 200 euro: “Non avrei mai immaginato che fosse considerato maleducato. In futuro, quando visiterò nuovi Paesi, mi informerò sempre in anticipo sulle regole di etichetta” – ha rivelato la Hadder.

Infine, l’ultimo errore: voler pianificare tutto in anticipo. Nel suo viaggio in Italia, la giornalista aveva una vera e propria tabella di marcia, così da poter visitare tutto ciò che aveva in mente senza perdere tempo. A Venezia e a Roma, dunque, ha “incastrato” ogni visita nelle poche ore che aveva a disposizione, senza però trarne alcuna soddisfazione. A Milano, invece, ha deciso di concedersi una semplice passeggiata, andando alla scoperta di ciò che la città aveva da offrirle. “Ne è valsa la pena” – ha ammesso Joey, convinta che la sorpresa di imbattersi in un monumento senza averlo programmato in anticipo sia stata molto più appagante di qualsiasi altra esperienza precedente.