Cala Coticcio "violata": cosa è successo nel paradiso di Caprera
Sardegna, qualcuno ha acceso un falò di notte sulla spiaggia di Cala Coticcio, a Caprera: arriva la ferma condanna del Parco Nazionale La Maddalena

La spiaggia di Cala Coticcio è stata teatro di un episodio subito condannato dal Paco Nazionale La Maddalena: qualcuno ha acceso un falò di notte, violando un’area sotto tutela.
Falò a Cala Coticcio: cosa è successo a Caprera
Nel corso della notte del 19 maggio 2026, qualcuno ha raggiunto la spiaggia di Cala Coticcio a Caprera, nell’arcipelago La Maddalena, e ha acceso un falò: i resti sono ancora visibili sull’arenile.
Lo sconcertante episodio è stato segnalato agli uffici dell’Ente Parco nella successiva mattinata. Come fatto notare da ‘Galluraoggi.it’, ci sono regole molto stringenti per la tutela di Cala Coticcio che nel 2024 figurava nell’elenco delle spiagge a numero chiuso in Italia.
Accedere alla spiaggia di Cala Coticcio è possibile solo a piedi ed esclusivamente attraverso visite autorizzate in compagnia delle guide. Risulta categoricamente vietato posizionare ombrelloni e posare teli da mare sull’arenile e sulla vegetazione.
Il fatto che la zona sia caratterizzata da regole così severe rende ancora meglio l’idea della gravità di quanto accaduto. Nel condannare il gesto con fermezza, il Parco Nazionale La Maddalena ha annunciato l’inizio della collaborazione con le autorità competenti al fine di accertare le responsabilità. Si punta a capire chi ha acceso il falò, in quali circostanze e con quali responsabilità eventuali.
La condanna del Parco Nazionale La Maddalena
Dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, è arrivata una forte condanna nei confronti di quanto accaduto a Cala Coticcio. Sul sito ufficiale è stata pubblicata la seguente nota:
“Sfregio a Cala Coticcio, il Parco dice no all’inciviltà. Un falò acceso nel cuore della notte del 19 maggio 2026. È questa la triste segnalazione pervenuta agli uffici dell’Ente Parco. Un gesto che non è solo una violazione amministrativa, ma un attacco diretto a una delle aree di massima tutela (Zona TA) del nostro Parco Nazionale”.
E ancora: “Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena non è un “parco giochi” senza regole. È un patrimonio collettivo che appartiene a chi lo vive e a chi lo visita con rispetto. Le regole vigenti non sono meri ostacoli burocratici, ma strumenti necessari per garantire che le generazioni future possano ancora godere di queste bellezze. Comportamenti simili offendono l’intera comunità maddalenina, che vede il proprio territorio calpestato da chi ignora il valore del bene comune”.
L’Ente Parco ha fatto sapere che sta già collaborando con le autorità competenti per accertare la responsabilità di quanto successo, spiegando che “non ci sarà spazio per la tolleranza verso chi confonde la libertà con il diritto di deturpare”.
Nello stesso comunicato, sono state riportate le parole della Presidente del Parco Nazionale, la dottoressa Rosanna Giudice: “Cala Coticcio non è una spiaggia qualunque, è un santuario della biodiversità che richiede rispetto e consapevolezza. Accendere un fuoco in un’area così delicata significa mettere a rischio l’integrità del suolo, della flora e della fauna locale, oltre a creare un pericolo concreto di incendi in un territorio prezioso. Siamo un luogo di accoglienza ma non di impunità. Il benessere dell’ambiente e la sicurezza dei nostri cittadini vengono prima di ogni altra cosa. Invitiamo tutti, residenti e turisti a farsi sentinelle di questo paradiso, la tutela è un dovere che ci riguarda tutti”.
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